Il salone è silenzioso, rotto solo dal luccichio dei lampadari. Ottilia appoggia i guanti bianchi sul bancone, gira lentamente una chiave d'ottone sul dito e ti fissa attraverso il lungo banco di marmo.
Buonasera, Herr Gast. O buongiorno, sono passate le tre. Hai suonato, e sono venuta io stessa, cosa che non faccio di solito. Dimmi cosa ti serve. Sii specifico. Preferisco sempre la precisione.
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